03 Aprile 2020

Dalla Sicilia con fervore

L’Italia dei vini è un pianeta che va scoperto di giorno in giorno. Benché mi occupi di vino e cibi da oltre cinquant’anni, come succede per il sapere, tantissime realtà vitivinicole – vecchie e nuove – non le conosco.  Ringrazio quindi amici e colleghi che di volta in volta mi informano sull’argomento, come nel caso dell’amica e collega Alessandra Rachini, di cui potete leggere il suo messaggio inviatomi ieri.

Ciao Virgilio,

Dalla mia semi-clausura vorrei mandarti un saluto e sapere se va tutto bene. Durante questo momento di stallo abbiamo naturalmente sospeso ogni attività che possa mettere a repentaglio la salute, ma cerchiamo lo stesso di organizzare il nostro lavoro per trovare delle soluzioni alternative.

Vorrei parlarti di un’azienda siciliana che spero  potrà suscitare la tua curiosità.

L’azienda si chiama Assuli, proprietà della famiglia Caruso e si trova tra Mazara del Vallo e Trapani. E’ molto bella e comprende un antico baglio del ‘700 completamente ristrutturato.

Giacomo Caruso, il capostipite della famiglia, fonda nel 1948 la Sicilmarmi e scopre una nuova varietà di marmo, il “Perlato di Sicilia”. Oggi la Sicilmarmi è un grande gruppo internazionale che esporta marmo in tutto il mondo. 

Roberto, Nicoletta e Michele Caruso, siciliani DOC, sono la terza generazione della famiglia e seguono l’azienda vinicola secondo i dettami della agricoltura biologica. 

Ad Assuli stanno portando avanti un progetto per la valorizzazione della biodiversità della vite in Sicilia,  recuperando antiche varietà autoctone che erano quasi estinte: i vitigni “reliquia” . 

La cantina  si estende su una superficie di 10 000 mq, i pavimenti  in marmo superano i 3500 mq  e quelli in pietra tufacea i 1500 mq, per un investimento complessivo di 15 milioni di Euro ed è costruita seguendo le moderne acquisizioni per abbattere l’impatto ambientale.  

Spero di averti incuriosito, se così fosse, chiedimi pure qualsiasi approfondimento.

Contrada Carcitella (Mazara del Vallo, provincia di Trapani) segna la storia di Baglio Assuli, un’azienda che scrive un capitolo importante nella tradizione della viticoltura di un’isola solare e meravigliosa. Storie di vendemmia, di vitigni autoctoni e di vignaioli che li valorizzano.

Roberto Caruso, titolare di Assuli, è  un siciliano DOC, ama la sua terra ed ha una tradizione che lo lega da generazioni all’agricoltura e alla campagna. In anni di crescita continua, grazie alla passione, all’entusiasmo e al duro lavoro, ha raggiunto molti traguardi e soddisfazioni, sia a livello professionale che personale.

La vocazione imprenditoriale è componente determinante del DNA di famiglia. Giacomo Caruso, padre di Roberto, fonda nel 1948, la Sicilmarmi e scopre una nuova varietà di marmo, il “Perlato di Sicilia”. La richiesta diventa tale, da consentire l’acquisto di nuove cave e l’ampliamento dell’attività. Grazie al successo e all’enorme contributo all’economia della sua terra, Giacomo Caruso è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

La famiglia Caruso nel tempo ha sempre mantenuto un forte legame con la “campagna” e in particolar modo con la vigna, ampliando i propri appezzamenti oggi coltivati rispettando i migliori canoni per ottenere dei vini che rispecchiano la cultura e la tradizione familiare. Oggi Roberto Caruso si impegna tramite Assuli a consolidare gli sforzi profusi nel tempo, trasformando in bottiglia un antico sapere che si traduce in un vino di assoluta genuinità e dall’inconfondibile carattere. «Assuli è la continuazione di un percorso che ha radici profonde. La cantina, i vigneti, i terreni, le vigne, il personale ed i nostri consulenti esprimono la continuità di uno stretto legame con il territorio, la presenza e l’impegno della mia famiglia, che è parte attiva e fondamentale nella conduzione dell’attività, introduce, tutta l’esperienza dei Caruso nel mondo dell’agricoltura e del vino, a partire dai miei nonni che iniziarono ad accendere in me la passione per il vino che ho voluto proseguire» spiega il Dott. Roberto Caruso, titolare. 

E continua «Orgogliosamente promotrice dei vitigni autoctoni e del suoi territori, ciò che ci proietta nel futuro sono gli elementi di identità, autorevolezza ed i nuovi importanti investimenti in termini di ricerca enologica, ampliamento ricettivo, sostenibilità».

Per onorare la storia della famiglia, Roberto Caruso ha deciso di realizzare la cantina con il protagonista indiscusso dei marmi siciliani, il Perlato di Sicilia, utilizzando proprio il materiale di cui il Cav. Giacomo Caruso intuì le potenzialità.

Il percorso di ricerca dell’eccellenza intrapreso da tempo e che ha portato buoni riconoscimenti è fedele nella sostanza alla valorizzazione dei vini monocultivar da uve autoctone con grande attenzione al Nero D’Avola ed al Grillo, tra tutti. La scelta di coltivazione biologica sottolinea ulteriormente la scelta di perseguire un modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione delle risorse e sul rispetto dell’ambiente e della salute.

Un’altra carta vincente è la scelta dei nomi dei vini, sicuramente attenzionale e dotata di originalità. Ciascuno infatti rappresenta un personaggio dell’Orlando Furioso e racchiude un viaggio ai limiti dell’immaginazione, epico e irripetibile, ricca di molteplici connessioni con l’arte e con la letteratura siciliana. Spazio quindi ai valori che essi esprimono: il tema dell’amore con Donna Angelica ed Orlando, soggiogati dalla passione e dalla sua forza; il tema della guerra, con Ruggiero che combatte per mostrarsi forte e valoroso; il tema dell’individualismo con Dardinello che agisce per istinto e senza dare motivazioni. Così come i personaggi di Ariosto sono protagonisti in un’opera polifonica, allo stesso modo i nostri vini sono capaci di mostrarsi al pubblico attraverso un intreccio di sapori, profumi, esperienze e tradizioni per tracciare la storia del vino siciliano nel mondo.

Data: 3 aprile 2020

Autore: Virgilio Pronzati

Fonte: Enocibario

Link all’articolo su Enocibario

Perduti e ritrovati, la sfida dei vitigni riscoperti

Ricerca vitivinicola e ricerca tecnologica

La Cantina Assuli è molto attenta al territorio ed al suo rispetto. Per questo motivo, nel progetto di ricerca enologica di Assuli è stato realizzato un vigneto sperimentale con varietà selezionate, con l’obbiettivo di riscoprire vitigni antichi e che presto potremo riassaporare. I vitigni reliquia siciliani raccontano l’antica storia del vino nell’Isola, ciascuna varietà, a suo modo, è rappresentativa del territorio che lo ha prodotto.

Ad esempio il ‘Vitrarolo’, la cui coltivazione era limitata a pochi ceppi, presenti nei vigneti più antichi dell’area dei Nebrodi dove il paesaggio è montuoso e il clima è rigido, deve il suo nome alla caratteristica dei tralci che, nel periodo invernale, assumono un aspetto vitreo e si spezzano facilmente. Un modo per sottolineare ancora di più il legame con la terra, nella consapevolezza che sui vitigni autoctoni ed antichi e sulla tutela della straordinaria biodiversità della Sicilia, si decide il futuro della viticoltura isolana.

Assuli, in collaborazione con l’istituto Vite Vino di Marsala che ha dato la disponibilità di poter minitorare 15 varietà reliquia, ha dedicato un appezzamento per il miglioramento varietale viticolo con la creazione di un campo sperimentale, che segue anch’esso il disciplinare biologico come il resto degli appezzamenti vitati.

Circa 600 innesti collocati in altrettanti impianti per un totale di 0,3 ettari situati a Carcitella nel comune di Mazara del Vallo, dove sorge l’azienda Assuli e dove coltiva una parte dei 130 ettari di proprietà. La voglia di scavare nel passato sta portando alla luce varietà dimenticate, un elemento di ancor più forte identità dei vini del territorio portando nuova spinta anche all’enoturismo, in Sicilia già un must, vista la crescente voglia, dei viaggiatori, di scoprire i territori attraverso le loro radici più forti.

Ed è proprio grazie a questi vitigni, e ai vini che vengono prodotti con questi uvaggi, che il vasto mondo enologico siciliano si arricchisce ulteriormente, offrendo nuove, stimolanti, degustazioni.

Varietà Bianchi

Alzano – Cutrera – Dunnuni – Nave – Oriddu – Recuno – Reliquia bianco

Rossi

Anonima – Insolia nera – Vitrarolo – Bracau – Catanese nero – Lucignola – Rucignola

 

Data: 3 aprile 2020

Autore: Roberto Gatti

Fonte: Wine Taste

Link all’articolo su Wine Taste 

30 Marzo 2020

La nuova Sicilia del vino

Assuli, un’esperienza autentica, bellissima

«Questi non sono vini ordinari» dichiara Roberto Caruso, Presidente di Assuli, in dialetto “Al Sole”, una cantina orgogliosa ambasciatrice del vino siciliano. Grazie al mantenimento scrupoloso dei canoni tradizionali di lavorazione di uve autoctone, produce vini indimenticabili, tutti biologici, fedeli al luogo speciale da cui provengono.

Posti tra Mazara del Vallo e Trapani, ad un’altitudine fra i 100 e 250 metri sopra il livello del mare con un clima mediterraneo mite e ventilato, i vigneti Assuli contano circa 130 ettari, con una particolare vocazione per i vitigni autoctoni Nero d’Avola, Zibibbo, Insolia, Lucido, Grillo, Perricone, ma anche ottimali per il conosciutissimo Syrah. I vitigni autoctoni, infatti, sviluppano con il territorio un rapporto intimo, adattandosi ad esso e nutrendosi delle sue particolarità. Baglio Assuli è una moderna cantina, di certo merita una visita, che unisce tradizione e innovazione in un luogo magico dove l’orizzonte si fonde con la campagna.
È il risultato di un lento e accurato lavoro di ristrutturazione di un antico baglio del ‘700, rispettando i criteri originari in una struttura con sue esigenze di funzionalità ed efficienza economica. Un immenso volume multifunzionale esteso su una superficie di 10.000 mq che abbraccia le colline che lo circondano sottolineando il forte legame con il territorio. Un connubio ribadito dallo stesso utilizzo di materiali quali il tufo del marsalese, il marmo di Custonaci, i coppi di tipo siciliano, che creano una struttura in perfetta armonia con la natura, dove geometrie semplici e complesse le donano un’eleganza senza eguali.

Qui la tradizione si sposa con moderne tecniche di vinificazione che ne esaltano la potenza espressiva, per ottenere una qualità sempre superiore, restando fedele ai metodi di eccellenza nella vinificazione. Unendo tutti i profumi della Sicilia con una ricerca aromatica completa, Assuli sta permettendo ad un pubblico sempre più ampio di conoscere ed apprezzare i vini di eccellenza celebrati da numerosi riconoscimenti, tra gli ultimi i 3 Bicchieri del Perricone Furioso 2016, caratterizzato da maturazione tardiva che rende la produzione particolarmente complessa. Assuli si fregia della Denominazione di Origine Controllata “Sicilia”, riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel relativo disciplinare di produzione.
L’enologo Lorenzo Landi grazie alla sua pluriennale esperienza, alla grandissima professionalità ed alla profonda conoscenza dei territori, riesce a produrre vini impeccabili esaltando l’originalità territoriale: i bianchi delicati, freschi o sapidi che ricordano il mare, i rossi dal carattere più forte e deciso, influenzati dal caldo e dal vento.«La vendemmia Assuli 2019 è un’annata a 5 stelle, molto positiva in generale in quasi tutta Italia, Sicilia compresa, sia per bianchi che per rossi con una vendemmia abbastanza tardiva, senza problemi sanitari, una maturazione lenta ma completa, con le migliori situazioni che si possano realizzare, insomma un’annata di grande soddisfazione, molto al di sopra della media» spiega Landi, gettando le basi per la vinificazione e l’elevazione dei vini. «Ciascun vino ha caratteristiche uniche e ben distinguibili rispetto ad ogni altro territorio, in questo senso è localizzabile dal consumatore con uno stile, un’identità precisa. La grande cura che mettiamo dalla coltura del vigneto, fino alle nostre bottiglie, esprime la tipicità e l’originalità dei vitigni tardivi per la zona e la particolare ricchezza dei vitigni autoctoni, anche recuperandoli dall’oblio totale».

I vitigni reliquia siciliani

Un calice di Cutrera, grazie. O uno di Vitrarolo rosso? O un Alzano, un Lucignola, un Orisi o un po’ di Anonima nera? Nomi mai sentiti ma questi vini in Sicilia sono esistiti e, in piccolissime produzioni, esistono ancora. Nuove varietà frutto di un progetto di recupero della biodiversità cominciato nel 2003 e che sta un po’ alla volta dando i propri frutti: il percorso, iniziato dall’assessorato regionale all’Agricoltura ha permesso di individuare tante nuove varietà di vite da vino. Sono i cosiddetti vitigni reliquia siciliani, recuperati grazie ad un ambizioso progetto sperimentale per raccontare l’antica storia del vino nell’Isola. Ad esempio il ‘Vitrarolo’, la cui coltivazione era limitata a pochi ceppi, presenti nei vigneti più antichi dell’area dei Nebrodi dove il paesaggio è montuoso e il clima è rigido, deve il suo nome alla caratteristica dei tralci che, nel periodo invernale, assumono un aspetto vitreo e si spezzano facilmente. Un modo per sottolineare ancora di più il legame con la terra, nella consapevolezza che sulla tutela di questo straordinario ecosistema naturale, si decide il futuro della viticoltura isolana. L’istituto Vite Vino di Marsala è il primario promotore del miglioramento varietale viticolo; la voglia di scavare nel passato sta portando alla luce varietà dimenticate, un elemento di ancor più forte identità portando nuova spinta anche all’enoturismo, in Sicilia già un must, vista la crescente voglia di scoprire i territori attraverso le loro radici più forti. Ed è proprio grazie a questi vitigni, e ai vini che vengono prodotti con questi uvaggi, che il vasto mondo enologico siciliano si arricchisce ulteriormente, offrendo nuove, stimolanti, degustazioni.

Data: 29 marzo 2020

Autore: Stefania Bacchini

Fonte: Latitudeslife.com

Link all’articolo su Latitudes Travel Magazine

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi